Una cantina naturale:
le profondità lacustri

La montagna genera le sorgenti, i fiumi scorrono e si fondono nei laghi, un equilibrio perfetto.
La Vallecamonica, il fiume Oglio, il lago d’Iseo e d’Aviolo con il suo ghiacciaio sono l’equilibrio perfetto. 
Fino al 2010 mai avrei pensato di produrre un vino spumante Metodo Classico, non era preventivato e non è stato voluto o meglio la casualità e la fortuna lo hanno voluto.
Tutto è successo con l’opportunità di gestire il vigneto storico Ruk a Cividate Camuno, la precedente famiglia che lo curava da più di 50 anni, ha dovuto abbandonare per l’improvvisa malattia di uno dei componenti.
La vigna risalente al secolo scorso, con piante secolari, molte a piede franco è composta da tutta la biodiversità che la Vallecamonica rappresenta; sono presenti più di 10 varietà diverse che nel corso degli anni sono state piantate.
La bacca è rossa come da tradizione, i vitigni prettamente autoctoni, Ciass Negher, Baldamina, Valcamonec, Gratù e Hibebo o più conosciuti come Schiava, Ciliegiolo, Marzemino,Incrocio Terzi e Merlot tutti derivati da vecchi cloni oggi certamente difficili da reperire. Capisco che queste uve potrebbero dare una base spumante unica, complessa e inimitabile, il rischio è grande e poi dove mettere le bottiglie a riposo sui lieviti.
Accetto la sfida, ristrutturo il vigneto ancora con i pali di legno presi nel bosco, li cambio con più pratici in corten, rimetto i fili quasi del tutto assenti e arrivo alla vendemmia, la vinificazione è qualcosa di unico; mi stupisce.
Nel frattempo penso al Lago d’Iseo come cantina, ho letto del recupero di bottiglie di Champagne dal Mar Baltico con vino ancora bevibile dopo quasi 200 anni, le condizioni di temperatura scopro sono simili.
Pensando mi diano del pazzo contatto l’ente gestore, il consorzio dei laghi Endine, Iseo e Moro oggi autorità di bacino lacuale, l’allora presidente Ing. Giuseppe Tobias Faccanoni è stupito ma si dice possibilista.
Fisso un appuntamento con il gruppo subacquei di Iseo per parlare del progetto e trovare un punto possibile dove inabissare le bottiglie, nel contempo contattiamo il gruppo sub protezione civile di Monteisola.
Proprio nell’isola lacustre abitata più grande d’Europa, troviamo al largo di Peschiera Maraglio il fondale adatto alla sperimentazione, declina tra i 30 e i 40 metri e la temperatura oscilla tra i 5 e 6 gradi.
Un grazie ai due presidenti dei gruppi sub che mi hanno sostenuto, Simone Franzoni per l’Iseo e Massimo Ziliani per Monteisola. Il nulla osta da parte del consorzio laghi arriva, manca la chiatta per il trasporto bottiglie che trovo alla ditta Ziliani capitanata da Angelo.
A Giugno 2011 le prime 4 casse contenenti 1550 Bottiglie e 30 Magnum vengono inabissate cominciando la storia di Nautilus CruStorico. In questi anni ho sempre spostato avanti la sperimentazione partendo da 12 mesi di affinamento sul fondale, per arrivare ai 48 dell’ultimo recupero effettuato nel 2019.
Ho tante persone da ringraziare forse troppe, senza l’aiuto ricevuto questo progetto sarebbe rimasto un sogno.
Nel 2016 penso ad un secondo ed entusiasmante progetto, portare un vitigno adatto alla montagna ad affinare in un lago Alpino sulla vetta delle mie montagne.
Il lago è l’Aviolo, posto in quota a 1930 mt. s.l.m all’interno di Parco Adamello, tutto è portato all’estremo, le acque sono gelide, il lago d’inverno ghiaccia e il vino riposa sotto uno spesso strato; l’accessibilità è limitata con la strada percorribile solo a piedi.
La scelta ricade sul Riesling Renano, principe dei vitigni a bacca bianca, adatto al clima rigido del nord e pochissimo utilizzato in versione spumante.
Con il fidato gruppo sub Monteisola diretto ora da Roberto Ziliani facciamo un sopralluogo, non facile data l’altezza, ma positivo perché troviamo condizioni possibili all’operazione.
La grande incognita data l’area protetta erano i permessi, chiedo consiglio a Umberto storico gestore del Rifugio Aviolo che mi mette in contatto con il Parco Adamello.
Il Direttore Dario Furlanetto certamente è stato determinante, mi ha supportato mettendomi nelle migliori condizioni per ottenere il nulla osta all’operazione.
L’elicottero è l’unico mezzo per raggiungere il punto d’immersione e il pilota Maffeo Comensoli di Elimast ha accettato questa nuova sfida.
Il vino Estremo Adamadus, nome in parte suggerito da Dario in onore a Parco Adamello, nel Giugno 2017 viene posto sul fondale dell’Aviolo per tornare alla luce 12 mesi più tardi in un clima festoso. La sperimentazione sta continuando con la posa di altre bottiglie ed il prolungamento dei tempi d’immersione.

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